Tu non mi capisci, io a voi non vi capisco.
Che cosa c'è di nuovo? Il muro di mutismo e di reciproca incomprensione fra adolescenti e adulti è
un classico, però è un classico in evoluzione. Niente cambia ma tutto cambia, e la ricerca
biennale che l'Eurisko compie ormai da un decennio è un buon osservatorio per monitorare i sussulti
dell'eternamente ignoto Pianeta Teenager: annettendo ai teenager, almeno come sponde di confronto,
anche chi ha fra gli 11 e i 13 anni o fra i 20 e i 24.
Di nuovo c'è che al rosario delle lamentele scambievoli (tu non mi capisci, io a voi non vi
capisco) si aggiunge una giaculatori inedita: io non mi capisco. Sostiene Eurisko, per voce di
Giuseppe Minoia che con Rosanna Savoldelli ha condotto l'edizione 2003 della ricerca, che i
quattordici-diciannovenni faticano più di prima a esprimere desideri, valori, conflitti, obiettivi.
La chiamano "mutacità", è una variante più radicale, e forse più sconsolata, della tradizionale
mancanza di dialogo fra generazioni. Si desidera semplicemente, e senza consapevolezza critica,
quello che desiderano i coetanei, in un sempre più rilevante (e rilevato)
intruppamento nel "così fan tutti".
Generazione Boh, titolerebbero forse i giornali sempre in cerca di etichette. Ma le interviste a un
campione di 2.600 giovanissimi e i focus group qualitativi, dimostrano che gli adolescenti d'Italia
sono forse inespressivi, ma tutt'altro che inesplorabili. Per esempio non sono, come comunemente si
crede, dei Peter Pan. Voglia di crescere ne hanno, eccome. Voglia di libertà dai genitori pure,
anche se è intesa in termini soltanto pratici, come libertà di movimento e di consumo (con il
portamonete adeguatamente rifornito: i 14-19 hanno a disposizione in media 128 euro al mese, che
salgono a 422 fra i 20-24 anni quando circa la metà lavorano). In apparenza non c'è conflitto,
nessuna ribellione, i matusa portano ormai le stesse felpe e le stesse scarpe sportive. Tutti i
teenager italiani ma anche il 90 per cento dei 20-24enni vivono in famiglia ( le medie europeee,
che riguardano l'età tra i 16 ai trent'anni, vanno dal 23 per cento della Finlandia al 65
dell'Italia). E ci vivono felici e contenti, o almeno in una quieta non belligeranza, se otto su
dieci dichiarano che con mamma e papà vanno abbastanza o molto d'accordo. Ma
d'accordo come, perché, con quali ambizioni e prospettive? Boh! Ovvero, in
traduzione (una ricerca come quella di Eurisko è sostanzialmente una grande, ardua opera di
traduzione): c'è un nitido spartiacque fra chi frequenta la scuola dell'obbligo, medie superiori
incluse, e chi ha già fatto la maturità. Prima c'è una sensazione di cattività,
di costrizione. Dopo tutto cambia, la metamorfosi di percezioni e comportamenti è
totale, niente orari, niente vincoli, niente controlli. E quindi i core teen
(14-19 anni) vogliono soprattutto diventare come gli invidiati post teen (20-24 anni). Nel
frattempo si pongono ben poche domande su che cosa sia giusto e che cosa
sbagliato: lo «scrigno dei valori», questa è l'immagine usata da Eurisko, appare
quasi vuoto, idem quello dell'immaginazione di sé, della responsabilità.
«Mi adeguo alle idee del gruppo», è una frase condivisa dal 40 per
cento dei teenager (nel 1999 la percentuale era del 31), i figli dei gruppettari
d'antan sono "gruppari", intrisi di conformismo verso gli amici. E' lì,
d'altronde, che compiono la loro educazione sentimentale: risposte sul tema non se ne trovano
altrove. E l'amore, l'amore con la "A" maiuscola è lievemente in declino, mentre cresce con
prepotenza il desiderio di «avere un ragazzo o una ragazza»: dunque evviva lo zapping
sentimentale.
Se il clima generale è meno frizzante, e l'edonismo è appannato, ecco che regredisce l'ambizione di
«godere i piaceri della vita» o «avere una vita comoda», finora in
impennata. Altrettanto per il mito del posto fisso, in declino (dal 53 al 43 per
cento negli ultimi otto anni), mentre cresce il desiderio di lavoro
indipendente. Ma «guadagnare molto denaro», quello sì che resiste.
Per farsene che cosa? Prima di diventare post teen o addirittura grandi, il
centinaio di euro al mese viene speso per i bisogni primari. Nell'ordine:
comunicare (la ricarica del cellulare è al primo posto), nutrirsi (molti snack e
happy hour, «alimentazione controgenitoriale»; qualità e slow food
esistono dai vent'anni in su), vestirsi nell'abbigliamento, apprendiamo, i codici
«tendono ad essere puttogether», a mettere insieme citazioni e stili vari; ma forse è
più interessante sapere che per il mercato del lusso l'età si abbassa, e per un quarto riguarda chi
ha meno di 25 anni.
principali valori della vita per i ragazzi dai 14 ai 19 anni, dati in percentuale | |
---|---|
Affermarsi con i propri meriti | ................... 38 |
Amicizia | ......................................... 83 |
Amore | ............................. 61 |
Benessere della famiglia | .......................... 52 |
Conoscere nuove persone | ................. 35 |
godere i piaceri della vita | ................... 37 |
Leggere, studiare, conoscere | ................... 37 |
Salute | ................................. 67 |
Trovare un posto di lavoro sicuro | ..................... 43 |
Viaggare e conoscere il mondo | ................... 40 |
Come sempre nelle classifiche, comunque, le cose interessanti non sono ai vertici, ma più in
basso; per esempio il crollo dal 12 al 6 per cento nell'acquisto di libri non scolastici
fra gli 11-13 e i 14-19 ( e che dire del 4 per cento di bambini fra i 4 e i 6 anni che
possiedono il telefonino?).
A proposito di precocità, anche i più giovani sanno capire e maneggiare la complessità. Però si
guardano bene dall'assumere responsabilità. I temi etici, è la brutale dizione,
«sono lontani dal loro paradigma». Ma come, e il volontariato, il movimento no global,
il no logo?
Tempo medio dedicato a varie attività in casa o fuori durante un giorno feriale | |
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Scuola/lavoro | 4 ore 45' |
Relazioni con gli amici/divertimenti/passatempi/svaghi | 3 ore 45' |
Studio | 2 ore 52' |
Guardare/ascoltare la tv | 1 ore 57' |
Ascoltare la radio | 1 ora 10' |
Sport/ginnastica | 24' |
Lettura quotidiani, riviste, giornali, libri | 18' |
internet | 10' |
Mentre gli adulti, anche a causa della crisi, si pongono il problema della qualità del
consumo, i teenagers no, non sono più consapevoli di prima neanche sul piano ambientalistico:
anzi, il marchio è d'obbligo, la differenza tra autentico e taroccato è uno strumento di
riconoscimento e confronto. E l'impegno politico e sociale è in calo, è una faccenda marginale;
cresce con l'età ma riguarda soltanto i più evoluti, queli che nella tassonomia dell'Eurisko si
chiamano "valoriali" o "progettuali". E' stabile la fiducia (teorica, senza impegno
personale) verso enti e personaggi no profit, dal papa all'Onu, mentre paradossalmente
tiene il rapporto con le istituzioni statali, la scuola, la polizia, i carabinieri; e la
fede religiosa, che riguarda un ragazzo su cinque, è in lieve aumento.
Per tutti il futuro è sempre più un'incognita, buio assoluto per il 40 per cento,
idee vaghe per un altro 40; solo due su dieci dicono di sapere che lavoro faranno, con buona
pace dell'orientamento professionale precocissimo previsto dalla scuola morattiana. Intanto
snobbano i lavoretti per arrotondare, come pure i mezzi pubblici: i teenagers camminano pur di non
prendere il tram che è considerato da sfigati e, con inconsapevole e inespresso razzismo, da
extracomunitari.
Personaggio preferito dai ragazzi dai 14 ai 19anni. Dati in percentuale | |
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Claudio Bisio | ________________ 35 |
Paolo Bonolis | ____________ 25 |
Daniele Bossari Maria De Filippi |
_____ 11 |
Elisabetta Canalis | ______ 12 |
Gialappa's Ezio Greggio Fiorello Alessia Marcuzzi |
_________ 18 |
Michelle Hunziker | __________________ 36 |
Enzo Iachetti Gerry Scotti |
_______ 14 |
Luca Laurenti | __________ 20 |
Luciana Littizzetto Simona Ventura |
_______ 15 |
Intanto ingurgitano un certo tipo di tv, soprattutto programmi comici, musicali e sportivi oltre a telefilm e a relity show (ignorando la Rai, portatrice, pare, di un bon ton estraneo ai giovanissimi): ma il futuro è nell'intrattenimento fai-da-te, nel computer collegato a internet che serve a tutto, musica e chat, film e radio. Raddoppia il valore della bellezza, e stupirebbe il contrario. Però tv privata, industriali e partiti politici sono agli ultimi tre posti della fiducia. Chi detiene il primato proprio in questi tre ambiti tragga le sue conseguenze.